Idea vincente nonostante Austerity
Nell’attuale mercato economico, l’unica possibilità per riuscire a risalire l’onda del successo è quello di pensare per primo all’idea vincente che possa determinare il cambiamento effettivo.
Questo determina, in prima analisi:
1) sacrifici d’investimento;
2)credere nella propria idea con determinazione nel raggiungimento del proprio obiettivo;
3)cercare tutte le strade alternative per riuscire ad avvicinarsi, giorno dopo giorno, all’obiettivo prefissato.
L’austerity promossa dall’azienda in cui si lavora non preclude alcuna strada.
Scelte aziendali applicate dal top management servono principalmente ad evitare di essere investiti interamente dalla crisi in corso.
Tutto deve essere applicato affinchè si sorvoli l’onda di crisi senza subire danni permanenti.
Utilissimo è il continuo contatto con i dipendenti, la loro rassicurazione, consente al manager di avere dipendenti motivati a superare gli eventuali benefict che perderanno per riuscire a raggiungere gli obiettivi anche in mancanza del surplus che gli era sempre stato servito.
La rassicurazione del personale interno all’azienda rappresenta la mossa giusta da seguire affinchè le risorse dedite ad un determinato progetto diano il massimo di se stessi.
L’utilizzo di idee provenienti da un dipendente che magari era stato sottovalutato può rappresentare esattamente l’idea di successo per l’azienda.
Non dimenticare mai quindi nulla.
Memoria pronta, dedita preparazione , capacità di risolvere situazioni di crisi date ormai perse (problem solving), sono esattamente ciò che portano il successo del progetto.
Il manager che lo gestisce deve quindi essere fornito di:
1)preparazione tecnica;
2)esperienze medie;
3)fiuto personale.
Egli determina sin dall’inizio l’andamento del progetto.
Un manager che non sia capace di gestire e riciclare in modo adeguato tutte le risorse in suo possesso porta inegabilmente all’insuccesso.
Ricordiamoci che tutti siamo sostituibili, ne segue che solo chi ha la capacità di tenere le redini del progetto a suo carico arriva all’obiettivo che si è prefissato.
Non spostare mai l’attenzione, ogni minima disattenzione può segnare o meno l’andamento del suo lavoro.
Quindi, sfruttiamo tutte le nostre capacità innate e cavalchiamolo l’onda dell’austerity con tranquillità.
Ivana Leone
Creazione di un gruppo di lavoro vincente
La mia esperienza personale, effettuata su vari gruppi di lavoro a cui ho partecipato come semplice consulente o team manager, mi ha portato a sviluppare un concetto molto importante:
gruppi motivati producono prodotti migliori e soddisfacenti la clientela.
Alla base della realizzazione di un gruppo motivato vi deve essere un manager capace di gestire:
1) rapporto con il cliente
2) rapporto con il proprio gruppo
Per realizzare il punto 2) è necessario che il manager sia capace di :
1)individuare le capacità del singolo individuo e fare in modo che esso le sfrutti al massimo del suo rendimento;
2)modifichi gli atteggiamenti dell’individuo o del gruppo, evidenziandone i punti critici e proponendo alternative;
3)se riesce nel punto 1) e 2) allora consente al gruppo di raggiungere un apprendimento legato non solo alle conoscenze tecniche , ma anche a quelle umane.
Un buon manager si riconosce dalla sua capacità di creare equilibrio e armonia all’interno del gruppo di lavoro.
Attualmente il mercato di lavoro richiede grande elasticità al cambiamento continuo, ne segue che un semplice open space all’interno del quale dividire piccole aree di lavoro a secondo del settore è un buon ambiente in cui lavorare perchè consente immediata comunicazione tra i vari sottogruppi.
Ricordiamoci che la conversazione diretta è il metodo d’approccio migliore per entrare in contatto con persone di altri sottogruppi. La conoscenza, consente di accuire eventuali attriti direttamente.
Poche regole semplici, consentono di portare il singolo individuo a non spendere tempo lavorativo a rispettare burocrazie che non fanno altro che rubare tempo al vero lavoro tecnico da eseguire. Inoltre, lasciare libero l’individuo di scegliere la sua metodologia lavorativa, consente ad esso di responsabilizzarsi e di improntarsi verso il problem solving e decision making.
Per cui riassumendo:
un gruppo vincente deve avere:
1)una base vincente-> project manager con capacità d’ascolto e risoluzione dei vari punti critici che si incontrano lungo il percorso
2)ambiente confortevole e semplice che crei benessere-> open space, ecologico, diviso per aree magari identificate con i colori, piccoli benefict (area pranzo, area break, area riunione).
3)al raggiungimento dei vari passi dell’obiettivo, gratificare gli individui del gruppo con piccoli benefict (happy hour aziendali).
Da cui si evince che solo effettuando test su se stessi (libertà d’espressione) è possibile accedere al saper essere, saper pensare, imparare a conoscere meglio se stessi, restituendo nel far ciò unità alla persona, unità intesa come senso di benessere e gratificazione sia per il corpo che per la mente, congiuntamente considerati.
Ivana Leone
Creare un progetto: punti chiave
Ogni nuovo progetto che si vuole realizzare, per se o per un cliente, è caratterizzato da quattro punti chiave:
1) l’Obiettivo;
2)Capire come realizzarlo;
3)Progettarlo;
4)Migliorarlo;
Queste sono i concetti basiliari per ogni ambito in cui si lavora.
Prendiamo ad esempio una società di consulenza. Essa ha dei clienti, i quali effettuano delle richieste.
Supponiamo che un certo cliente ha indetto una gara per un determinato progetto che vuole sia realizzato.
Affinchè il nostro lavoro sia vincente, dobbiamo:
1) capire come realizzarlo nel modo più semplice e lineare possibile;
2) considerare i costi, infatti durante una gara solitamente il vincente è colui che presenta il progetto migliore a costi più bassi (da cui si evince il punto 1));
3) preparare un’ottima presentazione del progetto, ricordandoci che noi stessi siamo già il biglietto da visita davanti al potenziale cliente, per cui bisogna miscelare una buona preparazione tecnica insieme ad una buona capacità di relazionarsi con qualsiasi ambiente che ci si presenta;
Noi siamo i costruttori, ne segue che noi dobbiamo impostare dall’inizio alla fine il progetto, portando il potenziale cliente con la mano e dandogli tutte le sicurezze che lui richiede.
Ecco il motivo per cui il punto “Capire come realizzarlo” è estremamente importante.
La base di qualunque progetto è l’essenza principe del risultato vincente.
A questo punto entra in gioco il ruolo dell’Analista Funzionale e Architetturale.
Ruolo determinante, colui che svolge tale attività ha su di se tutta la responsabilità di come verrà poi praticamente realizzato il progetto.
L’analista si interfaccia costantemente con il cliente, esponendo tutte le domande possibili e necessarie per poi effettuare con determinazione il suo lavoro.
Una volta avute delle risposte che siano chiare, sin da subito, dal cliente, l’analista inizia il suo lavoro.
Egli ha il compito:
1) determinare le funzionalità richieste dal cliente, evidenziando i punti chiave, i punti critici.
2)creare della documentazione che attesta il tutto
Nel caso 1), quando l’analista funzionale si trova davanti dei punti critici, è necessario che li evidenzi al cliente, in modo da (tramite riunioni) proporre soluzioni alternative che consentono di superare gli ostacoli incontrati. Il suo ruolo, come dicevo, è determinante, infatti deve pensare alle soluzioni alternative e proporle al cliente in modo da mostrare che queste sono perfette e in linea con ciò che esso vuole ottenere, anche se si utilizzano delle strade che inizialmente il cliente non aveva considerato. Sta all’analista mostrare tutte le strade alternative e realizzabili, in modo sempre da rassicurare il cliente nel raggiungimento dell’obiettivo finale , che è poi lo stesso per fornitore e cliente.
L’Analista architetturale ha lo stesso ruolo di quello funzionale, la differenza è che egli presenta lo schema architetturale del progetto. Anche per esso valgono le stesse regole sovraesposte. Ogni volta che l’architettura che ha progettato presenta dei rischi (stiamo ancora in fase d’analisi con il cliente), deve proporre dei piccoli cambiamenti necessari a migliorare l’eventuale struttura portante del progetto.
Nel caso di un sito, è necessario scegliere con attenzione, in base all’obiettivo finale, quale struttura utilizzare.
Da cui si evince che il test in realtà è presente in tutte le fasi del progetto, se non si effettuerebbe, sicuramente il progetto finale non soddisferà il cliente, il quale opererà di conseguenza: scartando il progetto o semplicemente scartando il fornitore nelle prossime gare.
Ivana Leone
L’importanza del Test nell’uso odierno
L’importanza di test del software e il suo impatto non può essere sottovalutato da una società che vuole garantire al proprio Cliente una qualità che soddisfi le funzionalità richieste.
A tal scopo è necessario investire sul test. A fine ciclo di vita della creazione del software , esso fornirà maggiore soddisfazione al cliente. Un software che non presenta problematiche o poche e di facile risoluzione, è un ottimo biglietto da visita per la società stessa.
Nel prossimo futuro, se il Cliente ha intenzione di voler nuovi prodotti, sicuramente punterà sulla qualità. Qualità non è sempre sinonimo di maggior costo. Infatti se si considerano i costi derivanti dagli interventi in messa già d’opera del prodotto finito, essi superano di gran lunga il costo sostenuto per effettuare un programmato e ottimo test, preventivato nella spesa iniziale.
Scopo del test è proprio quello di assicurare maggiori garanzie e sicurezza al cliente sul prodotto finito.
Supponiamo di guardare un sito web, un semplice internauta che cerca informazioni sul sito web in questione, vuole che la sua ricerca si effettuata con poca perdita di tempo.
Da cui si evince che il test è determinante anche in ambito grafico per un sito web.
Non basta che le funzionalità del sito web siano soddisfatte, ma che anche l’aspetto grafico abbia un’interfaccia user-friendly per l’internauta.
Consideriamo l’esempio di un’azienda di consulenza informatica: le funzionalità principali da esporre sul sito web sono: “Chi siamo”, “Cosa facciamo”, “Partner”,”Contatti”.
Esplicitate le funzionalità principali, ricordiamoci che è importante essere il biglietto da visita di se stessi, per cui è importante l’accostamento dei colori, la scelta dell’aspetto fisico, le foto, i loghi, le frasi di presentazione di se stessi.
Come possiamo vedere tanti aspetti grafici contribuiscono a creare un marchio vincente.
Un’azienda di consulenza informatica ha sempre bisogno di un ricambio di collaboratori, ne segue che è necessario anche inserire una parte chiamata: “Lavora con Noi”.
In essa, non basta mettere semplicemente un contatto di mail elettronico a cui inviare il curriculum vitae.
Infatti, in questo modo si perdono nel tempo eventuali informazioni relative a collaboratori che in quel preciso momento non servivono, poi in seguito al cambiamento del mercato invece sono necessari. Per cui basterebbe inserire una form da compilare da parte dell’internauta e un database in cui conservare le informazioni, per poter accedere ad esso in qualsiasi momento dell’anno e cercare direttamente in esso i contatti di collaboratori per poterli chiamare esattamente quando si ha la necessità.
In ultimo, per presentare l’azienda sarebbe utile fornire alcuni esempi di lavori finiti per altri clienti, se si tratta ad esempio di una Web Agency, basterebbe inserire il link ad alcuni siti realizzati.
Ivana Leone